Ch ’ i  Kung

Anche oggi al lavoro, in attesa come sempre, il prossimo paziente arriverà tra poco....... forse, non so, tra 10 minuti, un’ora oppure nel pomeriggio; ci rinuncio, meglio non pensarci, lo stress aumenta, il tempo non passa, sembra non passare mai quando sei costretto in uno stesso luogo dal dovere, dalla necessità per vivere o sopravvivere, tirare avanti come è meglio possibile.

Ch’ i Kung, cosa c’entra il Ch’i Kung adesso?

Si, decido di praticare il Ch’ Kung, proprio qui in studio, forse per muovere i muscoli o meglio fare circolare il Ch' i, il mio Ch’ i fermo, in attesa non so di cosa, fermo ad aspettare; no lui non attende che entri qualcuno, che succeda qualche cosa, lui aspetta che io lo smuova dal suo/mio torpore.

E così inizio “ muovo la coda del drago ”, ho le mani fredde, c’è il sole fuori, oggi la giornata è tersa ma fa freddo, ieri è arrivato l’inverno.

“muovo la testa della fenice di giada”, devo rilassarmi, fatico a concentrarmi, ma

sento “ il profumo della pagoda buddhista ”, riesco ad abbassare le spalle e la testa è oramai dritta, come appesa ad un sottile filo,

ora imito “ il buddha che suona la musica ”, a questo punto spero che nessuno disturbi la mia pratica, fuori c’è silenzio, dentro di me no, ci sono ancora troppi rumori che turbano la quiete della mia mente;

“ il pesce separa le acque ”, è troppo poco il tempo, bisogna isolarsi per trovare “ il tempo ”, non lo so usare il mio tempo, quanto me ne resterà ?

Fuori si alza un leggero vento, i pensieri si affollano nella mente mentre “ il vento muove le foglie di loto ”, non suona il telefono, sono forse isolato o mi sono isolato da questo mondo, ma ora è giusto sia così, nessuno osi interrompere il mio " manipolare l’energia dell’universo”.

Ora le mie mani si scaldano, prima in modo quasi impercettibile e poi sempre di più mentre “ remo per attraversare il mare ” , si, forse dovrei viaggiare, attraversarlo questo mare di umanità per trovare la Via, ma sono sempre fermo qui in attesa di qualcosa o di qualcuno, mi manca il coraggio e continuo a 
“ girare la ruota buddhista ” , ora le mie preghiere so che giungeranno in cielo.

Il corpo è allineato, il busto è eretto, le spalle, le tengo basse, i glutei sono contratti e le gambe flesse quel tanto che serve, ma la testa non è ancora in posizione, ci vuole altro tempo, ancora pratica, non si finisce mai di imparare, non bisogna mai finire di apprendere, non si dovrebbe mai essere il maestro di se stessi,

mentre “  il buddha rema in barca ” la testa si allinea, il mento si abbassa e raggiungo così la congiunzione tra la terra e il cielo.

Mi “ riempio le orecchie del vento buddhista ”,  il calore sgorga dalle mie mani, la mente mi si svuota, ancora pochi pensieri restano a farmi compagnia, ma sono solo immagini positive.  

Ora “ la luce buddhista mi purifica gli occhi ” e io riesco a vedere più lontano, ben oltre la capacità visiva dei miei occhi, una figura si forma nella mia mente, ma non si distinguono ancora i particolari, i suoi contorni non sono ben definiti, la sua identità non mi è ancora chiara.

La negatività abbandona il mio corpo assieme alle tensioni, la tristezza se n’ è andata, il  mio corpo adesso è più leggero, ma nel contempo ben radicato alla terra, si è venuto a creare una vera unione tra la Terra, l’Uomo e il Cielo, ora “ il buddha può purificare tutta l’umanità ” .           

E mentre  “ I bambini salutano il buddha ” io posso finalmente riconoscere quella  figura nella mia mente, ora non più un’immagine indefinita e buia, ma ben chiara e luminosa.  

Grazie Mei Li,  per avermi insegnato tutto questo

Massimo 


Stanizzo Xiong Di Massimo, discepolo della Maestra Tassi, mediante lungo percorso di disciplina e ricerca, è divenuto Successore unico di Stile della scuola di Mei Li.