Ch’
i Kung, cosa c’entra il Ch’i Kung adesso? Si,
decido di praticare il Ch’ Kung, proprio qui in studio, forse per muovere i
muscoli o meglio fare circolare il Ch' i, il mio Ch’ i fermo, in attesa non so
di cosa, fermo ad aspettare; no lui non attende che entri qualcuno, che succeda
qualche cosa, lui aspetta che io lo smuova dal suo/mio torpore. E
così inizio
“ muovo la coda del drago
”, ho le mani fredde, c’è il
sole fuori, oggi la giornata è tersa ma fa freddo, ieri è arrivato
l’inverno. “muovo
la testa della fenice di giada”,
devo rilassarmi, fatico a concentrarmi, ma sento
“ il profumo della pagoda buddhista
”, riesco ad abbassare le spalle e
la testa è oramai dritta, come appesa ad un sottile filo, ora
imito
“ il buddha che suona la musica
”, a questo punto spero che
nessuno disturbi la mia pratica, fuori c’è silenzio, dentro di me no, ci sono
ancora troppi rumori che turbano la quiete della mia mente; “
il
pesce separa le acque ”,
è troppo poco il tempo, bisogna isolarsi per
trovare “ il tempo ”, non lo so usare il mio tempo, quanto me ne resterà ? Fuori
si alza un leggero vento, i pensieri si affollano nella mente mentre
“
il
vento muove le foglie di loto ”, non suona il telefono, sono forse isolato o
mi sono isolato da questo mondo, ma ora è giusto sia così, nessuno osi
interrompere il mio " manipolare l’energia dell’universo”. Ora le mie mani si scaldano, prima in modo quasi impercettibile e poi sempre
di più mentre “
remo per attraversare il mare ” , si,
forse dovrei viaggiare, attraversarlo
questo mare di umanità per trovare la Via, ma sono sempre fermo qui in attesa
di qualcosa o di qualcuno, mi manca il coraggio e continuo a Il
corpo è allineato, il busto è eretto, le spalle, le tengo basse, i glutei sono
contratti e le gambe flesse quel tanto che serve, ma la testa non è ancora in
posizione, ci vuole altro tempo, ancora pratica, non si finisce mai di imparare,
non bisogna mai finire di apprendere, non si dovrebbe mai essere il maestro di
se stessi, mentre
“ il buddha rema in barca
” la testa si allinea, il mento si abbassa e
raggiungo così la congiunzione tra la terra e il cielo. Mi
“ riempio le orecchie del vento buddhista
”, il calore sgorga dalle mie
mani, la mente mi si svuota, ancora pochi pensieri restano a farmi compagnia, ma
sono solo immagini positive.
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